20 giugno 2004 – 20 giugno 2005
Un
anno senza Tom
All’alba del venti giugno del 2004 moriva
improvvisamente Tom Benetollo.
Aveva cinquantatre anni.
Tom era il presidente dell’Arci. E’ stato un uomo chiave nella
sinistra italiana.
Apparteneva alla generazione di comunisti del PCI arrivata
all’impegno politico sull’onda della contestazione Usa alla guerra
del Vietnam, della lotta dei neri per i diritti civili, dei
movimenti di liberazione e non allineati nel sud del mondo.
Sentiva forte il legame con la lotta antifascista, con la
Resistenza. Amava il suo paese fondato sulla Costituzione. Si
sentiva figlio di chi, dopo aver vissuto le guerre mondiali e
Hiroshima e l’Olocausto, aveva fondato l’Onu perché non ci fossero
più guerre.
Amava Gramsci e Rosa Luxemburg, la Jugoslavia che si era opposta
al socialismo reale, Alexander Dubcek e la primavera di Praga, il
Berlinguer della lotta per la pace. Amava la storia del movimento
operaio e contadino. Era fatta di quelle idee l’Europa unita per
cui lavorava.
Pensava che gli uomini e le donne hanno la forza per cambiare il
mondo, se decidono di vivere con responsabilità e di resistere
all’ingiustizia. Credeva nella forza della partecipazione
organizzata, della lotta pacifica e nonviolenta, del libero
associarsi.
Ha speso la sua vita per costruire il campo di forze contro la
guerra, l’oppressione, la miseria. Ha aiutato a crescere i
movimenti sociali democratici degli ultimi trenta anni.
Ha fatto crescere tanti e tante, con le sue idee e il suo modo di
fare, con la sua intelligenza e la sua modestia, con la politica e
la storia, la poesia e la musica.
Ci ha insegnato che “arrendersi al presente è il modo peggiore per
costruire il futuro”.
In ricordo di Tom Benetollo: documenti, immagini,
testimonianze, messaggi. |