Ciao Tom
In ricordo di Tom Benetollo, Presidente
nazionale dell'Arci. Documenti, immagini, testimonianze, messaggi.
Tom Benetollo nasce a Vigonza (PD)
il 22 febbraio del 1951. Dopo il diploma di maturità Magistrale,
si iscrive all’università di Padova. Studente – lavoratore,
collabora come critico musicale ad una rivista del settore.
Diviene corrispondente dal Veneto del quotidiano "L'Unità" e
collaboratore di "Veneto Sette" negli anni '70. Collabora con
varie aziende per la promozione dei prodotti agricoli. Nel 1973 si
iscrive alla Fgci e con la Fgci di Padova dà vita ad un giornale
che si chiamava “Collettivo”. Tra il ’77 e il ’78 decide di fare
della sua passione politica una scelta di vita. E’ prima
funzionario della segreteria regionale della Fgci del Veneto, poi
segretario regionale. Nell’81 si trasferisce a Roma come
responsabile esteri della Fgci nazionale.
Padova negli anni '70 era il crocevia della strategia della
tensione, dei Freda e Ventura, e dell'autonomia. Lì più che
altrove prese corpo la teoria, già allora assai discutibile,
"degli opposti estremismi". Cominciò da lì il percorso verso la
non violenza ed il pacifismo di Tom, che cercava sempre di
comprendere le ragioni profonde di quanto accadeva e non dare mai,
di fronte ai problemi nuovi, risposte scontate.
Ed a Roma, dal 1981, occupandosi di politica estera, Tom comincerà
a lavorare su questioni che non smetterà mai più di frequentare. A
partire dal movimento europeo contro l'installazione del SS 20 e
dei pershing e cruise, che ebbe in Italia - a Comiso - un suo
momento cruciale agli inizi degli anni '80 e che consentì la
nascita di un nuovo movimento pacifista che reclamava la
denuclearizzazione dell'Europa, dall'atlantico agli urali, molti
anni prima della caduta del muro di Berlino.
Nel 1983 diventa responsabile pace per l’Ufficio esteri del PCI.
Dall’82 al ’92 è componente del segretariato delle convenzioni END
(European nuclear disarmament) e componente della Segreteria della
Helsinki Citizens' Assembly per la democrazia e i diritti umani
all'Est, per lo sviluppo delle relazoini tra le società civili
dell'Europa.
Quando arriva all'ARCI nel 1987, ha maturato con il suo partito
incomprensioni e discussioni sul movimento della pace, sulla sua
natura, sulla sua funzione, sulla sua potenzialità. All'ARCI, che
si trovava in un momento non facile, si impegnò per ridare slancio
e fiducia, e nuovo smalto ad una storia gloriosa, lunga e forse
anche per questo un po' segnata dalla stanchezza.
Quella di quegli anni fu innanzi tutto l'occasione di un grande
rinnovamento e di una grande apertura, a persone e temi nuovi. Ne
citiamo solo alcuni:
Salaam ragazzi dell'Ulivo, la prima grande campagna di adozione a
distanza, Time for Peace a Gerusalemme e poi a Sarajevo, le grandi
mobilitazioni contro il razzismo e per avere una legge civile
sull'immigrazione, ma anche i campi di prima accoglienza di Villa
Literno, l'impegno per la libertà dell'informazione e quello per
una robusta vita democratica basata su un associazionismo diffuso
e protagonista nel territorio. E ancora la battaglia per la verità
su Ustica, l’impegno in Libera - l'associazione contro le mafie,
il Forum del Terzo Settore, l'ICS.
Per la sua attività di solidarietà in Bosnia ha ricevuto nel 1993
il premio del Centro Internazionale per la pace di Sarajevo.
Dal 1993 al 1995 è presidente di Arcinova, la principale
associazione della Confederazione ARCI. Dal 1995 è presidente
della federazione ARCI. Mantiene la carica, mentre dal 1997 viene
eletto presidente nazionale di ARCI Nuova associazione, carica che
gli viene rinnovata nel 2002.
E’ presidente anche di Arcs (la Ong dell’Arci) e di Ucca (l’Unione
circoli cinematografici dell’Arci).
Con la sua presidenza l’Arci vive un periodo di grande sviluppo e
rinnovamento, sociale e politico. Da una parte l’associazione
mantiene salde le proprie radici in quel movimento diffuso di Case
del Popolo, circoli e Società di Mutuo Soccorso che le diedero
vita nel 1957 ed al contempo sa rinnovarsi profondamente,
divenendo luogo permanente di sperimentazioni, incontri,
partecipazione.
Le pratiche si solidarietà internazionale si accompagnano alla
scelta radicalmente pacifista, che vede l’Arci schierata contro la
guerra in Kossovo, e poi contro la guerra “preventiva”, in
Afghanistan e in Iraq. Centrale tra le attività internazionali
resta la solidarietà attiva con quanti, in Israele e Palestina, si
battono per una soluzione equa del conflitto.
L’Arci contribuisce in maniera determinante allo sviluppo del
grande movimento per la pace di questi ultimi anni.
Partecipa sin dall’inizio al movimento contro il liberismo o
altromondista. E’ a Genova nei giorni del G8 del 2001, a Firenze e
a Parigi per il Forum Sociale Europeo, a Porto Alegre e a Mumbay
per il Forum sociale mondiale.
Fa della difesa dei diritti una delle sue bandiere, di tutti i
diritti, da quelli del mondo del lavoro a quelli dei gay e di
tutte le minoranze. E’ a fianco degli immigrati, per la chiusura
dei Cpt, la cittadinanza di residenza, il diritto d’asilo. Sono
anche gli anni di uno straordinario sviluppo dell’associazionismo,
che vedono l’Arci impegnata nella richiesta di una nuova
legislazione di settore.
Di tutto questo, negli ultimi venti anni, Tom è stato il
protagonista principale.
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Il "lampadiere"
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l'ultimo intervento
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l'ultima intervista
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La cittadinanza
attiva per la protezione civile, incontro con Guido
Bertolaso (intervento registrato presso il Padiglione Cavaniglia
di Terra Futura il 4.4.2004)
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Intervista
a Tom Benetollo registrata durante Terra Futura il 2.4.2004
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Intervento di Tom
Benetollo: ARCI, Movimenti, sindacato: la nostra alleanza.
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Alcune immagini: foto 1, foto 2, foto 3, foto 4, foto 5, foto 6, foto 7, foto 8, foto 9.
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La vignetta di Sergio
Staino.
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I messaggi di
cordoglio.
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L'orazione funebre (Arrigo Diodati, Nuccio Iovene, Don Luigi Ciotti, i nipoti).
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Alcuni scritti: le prefazioni agli
instant book dell'Arci.
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I suoi articoli
pubblicati dai giornali negli ultimi anni.
20 giugno 2004 – 20 giugno 2005 Un anno
senza Tom
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